
Il morbo di Haglund è una patologia del piede che può causare dolore e difficoltà di movimento. In questo approfondimento, una spiegazione di cause, sintomi e possibili cure, tra approccio conservativo e trattamento chirurgico mininvasivo.
Cos'è il morbo di Haglund
Il morbo di Haglund è una patologia caratterizzata dalla formazione di una prominenza ossea nella parte posteriore del tallone che va in conflitto con il tendine d'Achille e con la borsa retrocalcaneare, provocando un'infiammazione cronica (borsite).
Le cause e i fattori di rischio
L'insorgenza del morbo di Haglund può avere diverse origini:
- Conformazione anatomica del calcagno e dell'arco plantare.
- Utilizzo di calzature inadeguate.
- Tensione eccessiva del tendine d'Achille.
- Tendenza a camminare facendo pressione eccessiva sul bordo esterno del tallone.
I sintomi
- Dolore nella parte posteriore del piede, dove il tendine di Achille si inserisce nel tallone (può essere peggiorato dall'uso di scarpe inadeguate o dall'attività sportiva).
- Gonfiore del tallone.
- Arrossamento del tallone.
La diagnosi
La diagnosi del morbo di Haglund si basa su valutazione clinica ed esami diagnostici:
- Radiografia in proiezione laterale: conferma la diagnosi evidenziando la presenza della prominenza ossea nella regione posteriore del calcagno; spesso si possono evidenziare calcificazioni inserzionali del tendine d'Achille, espressione di una tendinopatia cronica.
- Risonanza magnetica: permette di analizzare il processo infiammatorio e individuare eventuali alterazioni del tendine d'Achille.
Come si cura il morbo di Haglund
Le strade per la cura del morbo di Haglund sono essenzialmente due: trattamento conservativo e intervento chirurgico mininvasivo.
Trattamento conservativo
Il trattamento non chirurgico del morbo di Haglund non va a ridurre la prominenza ossea ma ha lo scopo di attenuare il dolore e l'infiammazione cronica della borsa. Per questo motivo molto spesso il trattamento conservativo non dà esiti positivi. Diversi possono essere gli accorgimenti da attuare per ridurre la sintomatologia:
- Terapia farmacologica: farmaci antinfiammatori non steroidei orali (FANS) possono essere raccomandati per ridurre dolore e infiammazione.
- Antidolorifico per uso topico.
- Crioterapia: applicare il ghiaccio sull'area infiammata 10 minuti per tre volte al giorno, posizionando un asciugamano sottile tra il ghiaccio e la pelle.
- Esercizi di stretching: allungamento della tensione del tendine di Achille.
- Talloniera in silicone: posizionata all'interno della scarpa, ammortizza il tallone e riduce la tensione del tendine d'Achille.
- Calzature adeguate: scarpe con differenziale (drop) aumentato tra tallone e avampiede.
- Fisioterapia: Tecar-Terapia, massoterapia decontratturante e stretching delle catene posteriori.
Trattamento chirurgico mininvasivo
Quando i trattamenti conservativi non hanno efficacia nella riduzione del dolore, si rende necessario il trattamento chirurgico. La chirurgia percutanea mininvasiva, rispetto alle tecniche classiche, rappresenta l'opzione migliore perché offre il vantaggio di piccole incisioni, rispetto dei tessuti e favorisce un rapido recupero post-operatorio.
L'intervento consiste in una plastica del calcagno con asportazione completa della prominenza ossea, eliminando il conflitto con il tendine d'Achille.
Terminata tale procedura deve essere valutata la necessità di stabilizzare e rinforzare il tendine d'Achille in base allo stato di usura. Dopo l'intervento il paziente potrà camminare con l'utilizzo di bastoni canadesi e un tutore da utilizzare per 4 settimane. Dopo un mese potrà indossare nuovamente calzature normali.
Allungamento del gastrocnemio
Qualora al morbo di Haglund si associ una retrazione dei muscoli posteriori della gamba, deve essere valutata la necessità di eseguire un allungamento del gastrocnemio mediale (gastrocnemius recession). Il gastrocnemio è uno dei muscoli che si trova nella parte posteriore della gamba: se risultasse corto e teso può contribuire ad aumentare lo stress sul tendine d'Achille causandone una degenerazione. L'allungamento di tale muscolo può essere effettuato per via endoscopica, consentendo di ridurre la tensione sul tendine d'Achille.
