Dito a martello

Dito a martello

Il dito a martello indica una deformità che colpisce il piede, causando dolore e difficoltà di movimento. In questo approfondimento, una spiegazione di cause, sintomi e possibili cure, tra approccio conservativo e trattamento chirurgico mininvasivo.

Cosa si intende per deformità delle dita del piede

La deformità delle dita del piede è una problematica piuttosto diffusa. Per deformità delle dita si intendono tutte quelle anomalie che causano una curvatura del dito e tendono a coinvolgere principalmente il secondo, terzo e quarto dito (più raro). Il quinto dito, invece, è soggetto a deformità differenti. Le deformità delle dita sono più frequenti nelle donne rispetto agli uomini.

In base alle falangi del dito che sono responsabili della curvatura, si distinguono tre principali deformità:

Tipo 1

Dito a martello

Curvatura verso il basso (flessione) dell'articolazione interfalangea prossimale (IFP) che coinvolge la falange prossimale e intermedia del dito.

Tipo 2

Dito a griffe

Curvatura verso il basso dell'articolazione interfalangea prossimale (IFP) e dell'interfalangea distale (IFD): l'intero dito assume una conformazione ad «artiglio».

Tipo 3

Dito a maglio

Curvatura verso il basso dell'articolazione interfalangea distale (IFD), che coinvolge solo la falange intermedia e distale del dito.

Le cause

La deformità delle dita è causata da un'alterazione biomeccanica dovuta a uno squilibrio dei tendini responsabili del movimento delle dita. Può essere dovuta a una alterazione intrinseca del dito o essere conseguenza di altre patologie associate. Patologie come l'alluce valgo, l'alluce rigido, la metatarsalgia e il piede cavo possono contribuire alla deformità delle dita.

I sintomi

Oltre all'evidente difetto estetico, la deformità delle dita si manifesta con i seguenti sintomi:

  • Comparsa di callosità sulla parte superiore del dito, con difficoltà a indossare le scarpe.
  • Infiammazione.
  • Arrossamento.
  • Dolore intenso, in alcuni casi anche sotto la pianta del piede in corrispondenza del dito.

Con il passare del tempo, l'accentuarsi della deformità può provocare una lussazione del dito con lesione capsulare. In questo modo il dito perde la sua azione di spinta trasferendo il carico sulla parte plantare del metatarso, che viene spinto in basso contro il suolo portando a una metatarsalgia.

La diagnosi

Il primo passo per la diagnosi di deformità delle dita dei piedi è la valutazione clinica. In questa fase si possono riscontrare differenti gradi di deformità e in base alla gravità il dito verrà definito:

  • Flessibile.
  • Semi-rigido.
  • Rigido.

Successivamente può essere utile procedere con la radiografia dei piedi sotto carico (in piedi), che permette di confermare il problema e offre informazioni dettagliate sullo stato dell'articolazione. La radiografia è indispensabile anche per valutare la presenza di anomalie a carico dei metatarsi e delle altre articolazioni del piede. Queste indagini sono fondamentali nella pianificazione di un eventuale intervento chirurgico.

Come si curano le deformità delle dita

In caso di dita a martello, a griffe o a maglio, nelle fasi iniziali si può adottare un trattamento conservativo. In caso di peggioramento o nei quadri clinici più gravi si rivela indispensabile il trattamento chirurgico, con la possibilità di ricorrere alle tecniche percutanee mininvasive.

Trattamento conservativo

Il trattamento conservativo delle deformità delle dita può prevedere:

  • Terapia farmacologica con antinfiammatori, d'aiuto per ridurre la sintomatologia dolorosa.
  • Utilizzo di scarpe comode, dal tessuto morbido, con tacchi bassi e punta larga, che aiutano a ridurre la compressione dolorosa delle dita.
  • Attenta cura del piede (ma il trattamento delle callosità molto spesso non è risolutivo).

Trattamento chirurgico percutaneo mininvasivo

Il trattamento chirurgico della deformità delle dita ha l'obiettivo di ristabilire l'allineamento corretto e la normale funzionalità. La chirurgia percutanea mininvasiva permette la correzione della deformità tramite piccoli forellini, senza eseguire ampie incisioni.

Attraverso tali incisioni puntiformi, si agisce sui tessuti molli o sulla parte ossea al fine di eliminare le tensioni responsabili della deformità e ottenere un bilanciamento anatomico-funzionale ed estetico. Questo approccio chirurgico è definito «metodica chiusa» perché permette di superare le problematiche legate alla chirurgia «aperta» tradizionale.

La tecnica mininvasiva non richiede l'utilizzo di mezzi di sintesi come chiodi, fili metallici o viti, a differenza della chirurgia tradizionale.

L'intervento viene effettuato in anestesia loco-regionale, coinvolgendo solo il piede, e in regime di day-hospital.

I vantaggi della tecnica mininvasiva

  • Incisioni millimetriche.
  • Breve durata dell'intervento.
  • Deambulazione immediata.
  • Nessun utilizzo di mezzi di sintesi (viti, fili o chiodi).

Decorso post-operatorio

Terminata la correzione chirurgica viene eseguito un bendaggio elastico personalizzato (taping) che deve essere portato per 3-4 settimane. Dopo l'intervento si può subito camminare utilizzando una scarpa post-operatoria, per favorire l'adattamento del piede al corretto appoggio fisiologico.

Verrà eseguito un controllo a 3-4 settimane in cui il paziente dovrà eseguire una radiografia post-operatoria per la rimozione del bendaggio e della scarpa post-operatoria.